memento audere semper....
Gennaio 2026, Neve, Ghiaccio, Lupi e 9 splendidi Eroi
Come spesso accade in questi anni, un classico appuntamento carrista si ammanta di epicità e gli eventi travalicano l'ordinario.
Quest'anno la ferrea programmazione Karrista aveva inserito l'evento invernale "KBF on the snow" il 24 Gennaio. Ma il cielo aveva anche lui programmato qualcosa per il 24/1: una bella nevicata appenninica, di quelle miste acqua gelata e neve...il top per una avventura montana.
E' chiaro che al karrista non gliene frega niente di cosa decide il cielo, quindi alle ore 9 la compagnia si è ritrovata presente al punto di concentramento presso l'idilliaca Castellarano...ovviamente spiovigginava.
Distribuito l'ennesimo gadget previsto per la giornata (un aggressivo pile verde militare con dragone cinese ricamato sulla schiena) a completare un'attrezzatura tecnica da far invidia alla nazionale Brasiliana alle olimpiadi invernali l'autocolonna si è diretta verso il primo punto tappa: il bar Posta di Villa Minozzo, regno di un'antico compagno di classe del karrista Serafini.
Nel frattempo giungevano notizie non confortanti da parte del Sottotenente Matelli, clamoroso rientro nel gruppo, che stava affrontando i tremendi passi appenninici sotto la neve per giungere dalla Toscana. Purtroppo, nonostante l'eroico tentativo d'attraversamento in condizioni proibitive, l'impeto karrista si esauriva a 5 km dal passo, respingendo il Matelli verso la Toscana e rimandando il rientro in truppa del nostro condottiero.
Arrivati alla base di partenza e parcheggiate le macchine ci si attrezzava per la Lunga Marcia sotto gli elementi che imperversavano sulla truppa e stando attenti alle macchine di un'altro gruppo di disagiati che si stava ritrovando per intraprendere la medesima missione karrista.
Per timore di crisi da parte del personale non camminante le informazioni tecniche sul percorso sono state volutamente sottostimate contando sulla ferrea tempra del karrista Zamboni e l'ignoranza geografica del karrista Kavallo.
Pronti via, si parte per la gloriosa risalita della val d'asta sotto la neve con meta il rifugio Segheria!!!
Dopo le prime rampe gli eventi sono due: il gruppo di disagiati arrivati dopo di noi ci sorpassano e il personale non camminante inizia ad aver sospetti d'essere stato fregato.
Per mantenere le tradizioni a metà percorso abbondante, noncuranti degli avversi eventi atmosferici, ci si ferma per il classico aperitivo Karrista; si stende il telo mimetico, si aprono patatine improbabili, si affetta salame e si stappano bocce di prosecco. Tutto molto bello
Raccolto i residui della merenda karrista si riparte; ci aspetta l'ultima irta rampa finale, così irta che qualcuno vede anche un lupo, chiaro segno di allucinazioni. Il gruppo si sgrana ma la meta è vicina e, come per magia, il rifugio si materializza in una radura nel bosco.
Ad aspettarci davanti alla porta l'altro gruppo di disagiati che allarmati dal nostro ritardo stavano per attivare la protezione civile. Non sapevano che il Karrista è si disagiato, ma con classe e, saputo dell'aperitivo lungo il percorso ci hanno profondamente invidiato.
All'interno del rifugio la bolgia...altro che la pace montana...Due gruppi di diversamente normali penso siano stati una sfida difficile per i poveri gestori e cameriere che probabilmente avranno chiuso il rifugio per due settimane dopo il nostro passaggio.
Il pasto ci ha ritemprato in perfetto stile alpino (qualche fighetti si è lamentato della carta dei vini...forse pensava d'essere in Val Gardena...) e, clamorosamente, non eravamo noi il gruppo più molesto!! Questo dice molto sul casino che c'era (non dico all'arrivo di due povere escursioniste, uniche donne oltre le cameriere presenti nella bolgia).
Visto che la sera arrivava presto e il meteo prevedeva altra neve alle 15 abbiamo iniziato la marcia verso il ritorno e velocemente abbiamo riguadagnato il parcheggio proprio mentre si alzava una infida nebbia che rendeva il rientro in pianura più lento e difficoltoso. Rifatta la sosta a Villa Minozzo per il caffettino pomeridiano la truppa si è divisa per il rientro a casa.
Anche quest'anno siamo sopravvisuti al KBF under the snow (più che on the snow) e conclusa l’ennesima avventura karrista ci siamo salutati dandoci appuntamento a febbraio per la notte del sacro stinko.

Vicende epiche raccontate con spirito aulico che le rendono ancora più vivide.. sembra quasi di aver partecipato..;
😉