El Primero 2025
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C’era una volta, tanto tempo fa, una casetta nel bosco felice di ValSerena dove viveva un’allegro folletto chiamato Prampoletto (in link la pagina dei nomi dei folletti italiani: https://www.trattorosa.it/lifestyle/miti-leggende/nomi-folletti-italiani/) che si divertiva ogni primo maggio a convocare gli altri folletti suoi amici (Nonnetto, Lusotto, Zambetto, ecc..) per organizzare una grande festa Silvana.

I folletti di ValSerena
Disturbata da questi baccanali però la Strega Cattiva della Futa lanciò la maledizione:”Prampoletto, tu e i tuoi amici ogni Primero soffrirete brividi di freddo e sguazzerete nell’umido e nella nebbia fino alla fine dei vostri giorni”.
E così purtoppo fu, a da 35 anni Prampoletto e i suoi amici si ritrovano a grigliare sotto la pioggia e nel gelo dei boschi di Valserena.
Dopo tutti questi anni però l’allegra compagnia ha deciso di spezzare la maledizione: il primero non saliamo in Valserena (anche se le previsioni meteo avevano messo bellissimo…ma 3bmeteo non conosce la maledizione della strega cattiva); la festa si farà sempre ma si terrà poco lontano, sulle ridenti vestigia della linea gotica.
Per fare questa rivoluzione il folletto Zambetto è andato in avanscoperta, ha organizzato la location, le attività e la ristorazione.
Il folletto Zambetto
E così è nato il Primero 2025!
Passando alla cronaca l’organizzazione del Primero 2025 prevedeva: ritrovo della truppa lungo il cammino per la destinazione: Iola di Montese, amena località sita sulla linea Gotica. Da lì la truppa appiedata si è recata fino sulla cima del Monte Terminale dove, tra le vestigia delle vecchie trincee e sotto il Memoriale alla 10th Division americana si è tenuto il rito sacro dell’aperitivo con taglio del salame e, new entry, dei ciccioli montanari portati dal Ghelfi.
Da li, terminato il rito catartico, si è ritornati alle macchine per trasferirci al luogo scelto per il desco: la locanda Masiparero, scelta per la sua tranquillità e per la disponibilità della saletta privata…
Sarebbe dovuto andare così, invece da Masiparero la truppa si è visto assegnato un tavolo sul palco della balera abbinata alla trattoria, circondata da qualche centinaio di anziani rumoreggianti (il subgruppo raccoglitori dell’avis di non so dove…dico poco) in una baraonda storica.
Purtroppo per loro è in queste condizioni che il carrista tira fuori il meglio di se, quindi, pur ultimi arrivati, ci siamo immediatamente proiettati al centro della festa, con canti improbabili, disturbo dei camerieri, insidie alla ottuagenaria titolare e, soprattutto, un’approccio molesto alla riffa locale che metteva in palio una forma di un non precisato formaggio.
Sopravvissuti al pasto siamo tornati a Iola di Montese dove ci aspettava il momento culturale della gita (il folletto Zambetto ha pensato anche a questo…) e, dopo aver aspettato l’anziano curatore, abbiamo visitato il museo della II Guerra Mondiale con tutti i ricordi delle battaglie che si sono tenute in zona.
Qua un momento serio ci vuole, per ringraziare tutti quei volontari che hanno organizzato e gestiscono questo gioiellino veramente ben fatto e ben tenuto. Grazie.
Finito anche il momento culturale non ci restava che un momento di relax all’ombra delle piante secolari del parco giochi di Iola, prima di intraprendere il rientro verso casa…
Dimenticavo!! TUTTO con il sole e caldo alla faccia della Strega e della maledizione di Valserena
